La nostra filosofia

coerenza della tradizione

Bibbiano appartiene ai fratelli Tommaso e Federico Marrocchesi Marzi. Nel Chianti Classico è tra le più antiche tenute appartenenti alla stessa famiglia.

La nostra filosofia si basa sulla responsabilità e sull’armonia. La responsabilità per quello che facciamo per la terra, per il terroir e per i vini, unici del loro genere; l’armonia è nel seguire la propria vocazione, nel rispettare la natura del territorio e le tradizioni della famiglia.

Condividiamo profondamente i principi e i metodi dell’agricoltura biologica: a Bibbiano – ormai dalla fine degli anni ’80 – sono sempre stati usati solo prodotti a basso impatto ambientale e fertilizzanti di origine organica perché il risultato più importante è l’armonia con la natura che deve essere trattata con particolare riguardo e cautela.

L’azienda vanta inoltre una lunga collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) – Università di Firenze: grazie ai loro studi sono stati individuati i terreni con le migliori caratteristiche del suolo, dell’esposizione e dell’indice di dislivello e sono in corso di registrazione i cloni delle viti storiche di Sangiovese Grosso. Così la natura ci dona il meglio.

Per la produzione dei nostri vini non utilizziamo uve delle varietà internazionali che tendono ad eliminarne l’individualità. In azienda si coltiva Sangiovese, uva autoctona della Toscana, e altre varietà tutte rigorosamente indigene.

Dal 1948 Bibbiano è socia del Consorzio Vino Chianti Classico che riunisce i produttori del territorio del Chianti Classico. Dal 1942 al 2004 la nostra famiglia ha collaborato strettamente con Giulio Gambelli, un grande enologo del ‘900 e profondo conoscitore dei vini toscani. Ci accompagna oggi nel nostro lavoro quotidiano, un enologo di profonda esperienza e cultura: Maurizio Castelli.

Abbiamo spesso immaginato di fare un viaggio a ritroso nel tempo e di osservare Bibbiano all’inizio dell‘avventura familiare nell’anno 1865. Da allora moltissime cose sono cambiate e l‘azienda ha subito tutti i mutamenti causati dall’avvento della tecnologia e dalla fine di un’agricoltura basata sulla “mezzadria”.

Alcune cose – però – sono rimaste immutate, ad esempio i boschi, i poderi, le strade ed i confini di Bibbiano sono gli stessi di quell’anno e la vite e l’olivo, insieme ai cereali, sono alla base della nostra economia oggi come allora. Alcuni elementi del passato sono sopravvissuti agli enormi cambiamenti avvenuti nell’ultimo secolo e sono giunti intatti a noi: questo patrimonio culturale e spirituale ci fa sentire più che mai impegnati nelle convinzioni che sono i principi del nostro lavoro quotidiano.

I nostri valori principali.

Rispettiamo le leggi della natura.
Il rispetto della natura e la venerazione per la sua saggezza: questi sono i principali valori di Bibbiano. Vogliamo produrre i nostri vini seguendo solo le leggi della natura.

Il rispetto della natura ci permette di sfruttare le sue migliori opere.
La nostra terra e la nostra uva sono i migliori premi per il rispetto della natura e per la comprensione dei suoi meccanismi.
La lotta accanita per la quantità a scapito della qualità è ormai confinata nel passato.
Per noi l’approccio biologico non è la strategia del business ma la regola immutabile della nostra vita.

A Bibbiano crediamo che il successo può essere garantito solo dall’armonia con la natura: il suolo delle nostre vigne non ha mai conosciuto la chimica pesante, da decenni l’azienda applica solo metodi organici e, ormai da alcuni anni, oltre il 70% del nostro fabbisogno energetico è soddisfatto dalla produzione di un impianto fotovoltaico.

La famiglia vive su questa terra da più di 150 anni e la sua esperienza testimonia che “la natura non tollera la violenza nei suoi confronti ma è disposta a premiare in maniera generosa coloro che la trattano con profondo rispetto”.
Uno di questi premi sono i cloni dell’uva, unici del loro genere, che si è riusciti a preservare dai vitigni originali dell’azienda grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) – Università di Firenze. Una parte notevole del lavoro è stata già realizzata dalla stessa natura, l’uomo deve solamente trovare e preservare le sue migliori opere e a Bibbiano lo sanno fare.

Esaltiamo il genius loci di Bibbiano.

Creeremo sempre e solo quel vino che porta in sé tutte le peculiarità della zona di Bibbiano e che fa nascere amore e ammirazione.

I vini di Bibbiano sono l’espressione organolettica dell’unicità del luogo dove sono nati.
L’intenso sviluppo della civiltà comporta spesso degli effetti collaterali. Probabilmente ognuno di noi si è accorto che esiste una produzione enologica mondiale che non esalta le diversità territoriali, ampelografiche e di stile.
Le tradizioni di Bibbiano non hanno niente a che fare con tale approccio: siamo assolutamente convinti che il nostro vino deve riflettere l’anima della tipicità geografica del luogo dov’è nato.

Da sempre i produttori del Chianti Classico coltivavano per lo più i vitigni autoctoni, in primo luogo Sangiovese, senza dimenticare Colorino, Malvasia Nera, Canaiolo e altre varietà iconiche di queste terre ottenute con incroci naturali. A seguito di un lungo processo evolutivo questi vitigni sono diventati parte dell’ecosistema locale dal momento che la stessa natura ha pensato alla loro selezione.
Bibbiano è un territorio di autenticità dove non solo si rispettano gli standard secolari di qualità dell’uva, ma si utilizza esclusivamente i metodi di vinificazione tipici del Chianti Classico. Ormai gli enologi dell’azienda hanno abbandonato quelle poche pratiche non tradizionali per la zona, ad esempio avendo da tempo rinunciato all’elevazione del vino in barriques.

Rispettiamo i valori familiari.

Facciamo il vino come lo facevano i nostri antenati a partire dall’Ottocento, come lo faceva Pier Tommaso Marzi a fianco di un eminente enologo, un grande toscano: Giulio Gambelli.

Le tradizioni familiari, tramandate da padre in figlio, hanno fatto sì che il vino di Bibbiano sia diventato un patrimonio culturale.
I valori umani permettono di costruire campagne promozionali di successo ma molto spesso i discorsi sulle tradizioni risultano parole vuote: i noti marchi sono da tempo acquisiti dalle multinazionali, mentre nel processo produttivo sono introdotte moderne tecnologie. La storia di Bibbiano non fa parte di questo scenario.
La famiglia possiede l’azienda dal 21 marzo 1865. È tra le più antiche proprietà del Chianti Classico senese gestite nella loro lunga storia dallo stesso ceppo familiare: non sono molte le famiglie del territorio che battono questo record.
Le tradizioni vinicole di Bibbiano si sono tramandate da generazione in generazione. Il rispetto degli antenati, così tipico degli italiani, e l’amore profondo per i figli hanno permesso di ottenere il risultato più importante: oggi a Bibbiano si produce il vino come molti decenni fa.
Tommaso e Federico Marrocchesi Marzi sono a tutti gli effetti eredi diretti di Pier Tommaso Marzi che sperimentava le diverse tecnologie di vinificazione in collaborazione con Giulio Gambelli. Il vino di Bibbiano potrebbe essere chiamato senza esagerazione un patrimonio culturale da preservare. E questo è uno dei compiti dell’attuale generazione.

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